Comitato Piazza Pulita

Insieme per Cambiare

Un autorevole appello contro le liste bloccate

Archiviato in: Elezioni, Governo, Europa, Politica — Ottobre 3, 2008 @ 12:17 pm

Vi segnalo un articolo, pubblicato da ‘La Stampa’ di qualche giorno fa, a firma di Giovanni Guzzetta, presidente del comitato per il referendum elettorale.

Io l’ho trovato un contributo lucido e intelligente e vi invito a leggerlo. Ovviamente non mi aspetto che sortisca risultati di sorta, visti gli interlocutori.

Ciao
Fabio

L’Informazione in Italia

Archiviato in: Generale — Settembre 29, 2008 @ 9:15 pm

Allora, scrivo in ordine sparso perche’ al momento sono cosi’ incavolata che e’ meglio se smetto presto poi ritornero’ sull’argomento quando sono piu’ calma.

Informazione in Italia. faccio un esempio: questa mattina casa mia sembrava un centro mediatico. Svariati siti news aperti sul PC sia Italiani che Internazionali, 3 stazioni radio, una TV satellitare e altre due TV Italiane sentite in diretta per telefono.

Allora questo e’ il sunto: Notizia.Ore 1600 in Italia: Va tutto bene Bush e’ riuscito a fare passare il finanziamento, il programma sembra solido. Per l’Italia nessun problema.
Realta’: Bush ha fatto una riunione straordinaria solo Giovedi’scorso, ha fatto quasi fallire le trattative, si e’ chiamato fuori, il parlamento ha proseguito da solo. Questo programma non piaceva molto. Ma qualcosa doveva passare a qualunque costo.
Ore 18 00 in Italia, il programma non incontra i favori, sembra ci siano problemi

Realta’: Il programma era stato stravolto completamente. nel tentativo di accontentare tutte le forze politiche hanno scontentato tutti i cittadini. Il programma aiuta i ricchi e penalizza tutti gli altri, cito il golden parachute per il pre pensionamento dei grandi di wall streeet che hanno contribuito a sto casino, poi quando saro’ piu’ calma forse spieghero’ meglio, a meno che non lo sappiate gia’.

Ore 20 00 Notizie: siamo nel casino le ripercussioni sull’Europa sembrano piu’ gravi del previsto. Previsto da chi???? Un cieco, sordo e anche demente? Io sono nessuno e lo ripeto da mesi. Le borse mondiali crollano. I prezzi aumentano ma come mi ripete spesso una mia amica:”tanto lo dicono tutti i mesi, chi ci fa piu’ caso”?

Io, io ci faccio caso. Mio padre alla mia eta’ aveva una carriera davanti, onesta. Io davanti ho la sopravvivenza. E con me milioni di altri, ci si sono rubati il futuro, questo hanno fatto.

Notizia Ore 21 00 Pero’ sembra che dall’anno prossimo ci sara’ una ripresa.

Ma chi? ma dove? ma che fanno sparano a zero cosi’ almeno su una ci prendono? Ma in Italia nessuno telefona alle redazioni dei TG per protestare e dire “Non siamo tutti cretini, abbiamo diritto ad un’informazione credibile”?

Nel frattempo nella devastata USA la benzina costa 0.85 al litro. Da te quanto costa? E perche’?

Mi riservo di cercare e poi mettere online tutti i numeri di telefono e le emails delle principali redazioni TG per tutti. Per chiedere l’accesso ad un’informazione che sia tale. E non come le estrazioni del lotto.

Scusate lo sfogo.

Manuela

RONALDINHO SCIOGLIE LE TRECCE E SI METTE A CORRERE!!!

Archiviato in: Generale — Settembre 29, 2008 @ 3:56 pm

Ronaldinho

Come dice la canzone, sciolgo le trecce ai cavalli … Corrono, e cosi ieri ha fatto un cavallo di razza, in risposta a tutte le polemiche ed indiscrizioni e dimostrando di meritare una maglia nella squadra tuttora CAMPIONE DEL MONDO.

Mi sembrava doveroso questo piccolo omaggio a tutti gli amanti dello sport.

Youssef.

Derby Sett.2008

L’opposizione in Italia? e’ Famiglia Cristiana

Archiviato in: Elezioni, Internet, Televisione, Chiesa, Governo, Politica — Settembre 26, 2008 @ 5:20 pm
Famiglia Cristiana n.39

Nel suo ultimo numero, in edicola in questi giorni (n.39), Famiglia Cristiana torna a lanciare bordate al Governo (e qualcuna anche all’opposizione, a dir il vero).
Sembra proprio che la funzione di mantenere sveglia la coscienza critica di questo nostro povero paese sia ormai solo il settimanale dei Paolini. 

Due gli articoli piu’ forti: Declino e metamorfosi della nostra democrazia e l’editoriale Questo scaricabarile non salvera’ l’Alitalia.

Nel primo, viene attaccata duramente la promessa legge elettorale (definita “porcata numero due”) che ancora si fara’ con liste bloccate, cioe’ senza preferenza: “L’interrogativo se sia in atto un processo degenerativo della democrazia anche in Italia è serio. I regimi formalmente democratici, ma parzialmente svuotati della loro capacità rappresentativa, sono ormai una semi-democrazia.”

Il secondo si occupa di Alitalia: anziche rincorrersi sul terreno del “e’ merito mio”, “no, e’ merito mio” (ammesso che merito ci sia), sarebbe meglio analizzare perche’ siamo arrivati a questo punto critico: in questa vicenda tutti hanno sbagliato almeno qualcosa, sarebbe una prova di serietà se soprattutto le persone sulle quali incombono i maggiori doveri rinunciassero al gioco della caccia al capro espiatorio“.

E’ comunque sintomatico che ormai solo il settimanale cattolico si possa permettere di esprimere pubblicamente pareri diversi da quelli imperanti, dalla propaganda del governo e dal silenzio dell’opposizione.

Ma anche questo ultimo canale di opposizione sta cadendo nell’oblio: a parte i (per fortuna numerosi) abbonati, chi potra’ conoscere queste posizioni chiare e coraggiose ? TV e giornali, questa volta, si sono ben guardati dal parlarne, come avvenne un mese fa.

Non resta che la rete, non rimaniamo che noi: commentiamo e pubblicizziamo, finche’ si puo’. Ma non ho dubbi che tra un po’ anche questo mezzo verra’ riformato.
E sara’ la fine.

Fabio

Se Alitalia piange, l’America non ride.

Archiviato in: Generale, Dal mondo, Economia — Settembre 25, 2008 @ 3:30 pm

E’ di ieri il commento di Warren Buffet all’attuale situazione economica: “Siamo in pieno Pearl Harbor dell’economia, quersto per gli USA e’ l’11 Settembre della finanza.”
E il Sig. Buffet oltre ad essere tra gli uomini piu’ ricchi del mondo, tra i finanzieri e gli investitori piu’ esperti e’ anche un signore molto cauto, discreto, cui piace tenere un basso profilo.
Queste un po’ delle notizie (in ordine sparso ma tanto che differenza fa?) che ho sentito negli ultimi giorni, come vedrete ce n’e’ per tutti i gusti. Il piano di Bush da 700 billioni di Dollari, fa impressione slo a dirlo 700 bil lio ni! Al momento in cui scrivo non so ancora se passera’, l’opposizione e’ forte e proviene da tutti gli schieramenti. Praticamente il governo paga per acquistare parte delle compagnia malandate e degli immobili sotto pignoramento, dando un po’ di sollievo (poco) a famiglie e piccole e medie industrie, e per far cio’ si indebita fin sopra la cima dei capelli, dovra’ stampare banconote che non ci sono e che non hanno un corrispondente in valore, affossando ancora di piu’ il Dollaro, aumentando ancora di piu’ l’inflazione e mettendo sulle spalle delle prossime 3/ 4 generazioni un debito enorme.
Chissa’ perche’……mi suona vagamente famigliare, a voi no?
Se il valore del Dollaro cala il prezzo del petrolio cresce,  con gli effetti che stiamo imparando a conoscere. I commenti sono che se il finanziamento non passa , l’America crolla, se passera’ crollera’ lo stesso, solo piu’ lentamente. Non sono commenti miei ma di esperti, e giornalisti.
La gente e’ al di la’ dell’incazzatura. E’ imbestialita. Pensa di essere in mano a incompetenti che hanno visto arrivare cio’ che sta accadendo e non hanno saputo o voluto fare nulla per evitarlo. Non mi sento proprio di dissentire. ANZI!
Non ci saranno ripercussioni per l’Euro ne’ tantomeno per l’Italia perche’ l’Italia e’ forte ed e’ al sicuro? Se credete a questa ve ne racconto anche un’altra. C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Rosso.
A me non piacciono gli allarmismi pero’ direi che abbia un certo senso prepararsi per un  bel temporale. Se poi sara’ un breve acquazzone, ….tanto meglio. Aspetto con piacere i vostri commenti e le vostre opinioni.

Manuela

CENNI STORICI…PER NON DIMENTICARE.

Archiviato in: Generale, Dal mondo, Europa, Cultura — Settembre 24, 2008 @ 1:26 pm

Ibn Sina                                              Ibn Rushd
il primo luglio 2008, Sabrina Morandi scriveva su liberazione il seguente articolo, un pò di cultura non fa mai male, non si può vivere solo di politica, sperando che gradirete.

PS: se qualcuno ha l’indirizzo di bossi, borghezio & company gli è lo giri, sperando che capiscano di cosa stia parlando.
Youssef.
E’ l’alba di un giorno scuro e piovoso. Un ragazzo si nasconde fra la folla per assistere alla tortura e all’esecuzione del suo maestro, la cui unica colpa è stata quella di avere diffuso le conoscenze sacrileghe e blasfeme degli antichi filosofi greci. Sul rogo, insieme al filosofo, bruciano infatti le traduzioni proibite in un’Europa dominata dalla superstizione e dalla violenza dei signori della guerra che regnano incontrastati. Dopo avere assistito all’atroce spettacolo il ragazzo scappa verso Sud portando con sé alcune opere del maestro, deciso ad abbandonare quelle terre di oppressione e di oscurantismo. Quando finalmente riesce a valicare i Pirenei gli si apre davanti una terra ricca e pacifica, dove le donne discutono alla pari con gli uomini e dove i libri, invece di essere distrutti, vengono conservati nelle biblioteche pubbliche. E’ l’inizio de Il destino, un film di qualche anno fa ambientato nei secoli più bui del Medioevo che il regista egiziano Youssef Chahine ha dedicato alla vita di uno dei più importanti filosofi della storia, Averroè (محمد بن أحمد بن رشد الأندلسي أبو الوليد), il cui razionalismo influenzò fortemente gli intellettuali occidentali dell’epoca. Dante, fra gli altri, si considerava un “averroista” convinto e l’intero pensiero islamico era una vera e propria boccata di ossigeno fra i cristiani illuminati che mal sopportavano la soffocante cappa di censura e superstizione che era, all’epoca, la caratteristica principale della cristianità. I libri di Averroè venivano contrabbandati, le sue dottrine trasmesse e le sue parole imparate a memoria per non incorrere nelle ire dell’Inquisizione. Spostando il punto di vista come ha fatto il regista, e riportando alla luce la storia rimossa di quei secoli oscuri, si capisce che la religione ha ben poco a che fare con i fondamentalismi di ogni epoca e di ogni latitudine.

Lo spiazzamento del pubblico occidentale nei confronti di un film girato per denunciare il fondamentalismo islamico attuale, non stupisce. Ci hanno insegnato che i secoli che separano la caduta dell’impero romano dal rinascimento sono stati anni di paura e barbarie, ma non ci è stato spiegato che ne siamo usciti unicamente perché siamo venuti in contatto con la civiltà più ricca e più evoluta dell’epoca, appunto l’Islam. Pochi occidentali sanno che, mentre l’Europa veniva spopolata dalle malattie e dalla fame, a Sud fioriva una civiltà che aveva come capitali Baghdad e Damasco, una civiltà cui noi occidentali dobbiamo la salvezza del patrimonio che consideriamo fondativo per la nostra cultura: la filosofia greca. Se gli studiosi dell’epoca di Solimano e del Saladino non avessero fatto propria la grande filosofia antica non avremmo né Platone né Aristotele perché la raffinata rete dei traduttori arabi, attraverso i quali ci sono pervenute le loro opere, non sarebbe esistita. Né, del resto, sarebbe potuta nascere la scienza moderna senza la libertà di studiare e sperimentare concessa ai matematici e agli scienziati arabi, il cui contributo è stato completamente cancellato per fare posto alla propaganda dello scontro fra civiltà.

Nell’ottica di Allah

Beltegeuse, Rigel, Aldebaran, Algol e Sirrah. Le stelle parlano arabo da secoli, da quando scienza, civiltà e tecnologia se ne stavano al di là del Mediterraneo, e i barbari sporchi, ignoranti e poveri che calavano per razziare le ricche città o per emanciparsi attraverso lo studio nelle rinomate università locali, eravamo noi. Per secoli la filosofia, la matematica e la medicina, per non parlare dell’astronomia, della chimica o dell’ottica, sono state islamiche, nel senso che l’Islam ha trasmesso e rielaborato le antiche discipline egizie, babilonesi, indiane e greche, e ne ha fondate di proprie. Un debito, quello nei confronti della scienza islamica, di cui si trovano innumerevoli tracce nel linguaggio stesso di molte discipline moderne che consideriamo, a torto, figlie della superiore “civiltà occidentale” ma che i nostri progenitori riconoscevano appieno, facendo di tutto per procurarsi i testi scientifici degli “infedeli”.

L’origine della scienza islamica affonda nei nostri secoli più bui. Gli arabi avevano già preso a studiare il cielo, raccogliendo l’eredità dei greci e degli indiani, già nel VIII° secolo e nell’828 fu costruito a Baghdad il primo osservatorio astronomico del mondo. L’astronomia andava di pari passo con l’ottica e con lo studio della fisiologia dell’occhio: se ne ritrovano tracce nell’origine araba di termini medici come “retina” o “cataratta”. L’amore della cultura musulmana per tutto ciò che aveva a che fare con la visione ha indubbiamente radici religiose, ma l’afflato mistico non deve trarre in inganno: la scienza islamica era sostanzialmente empirica - cioè amava sperimentare - e fortemente matematizzata, cosa questa che fa affermare ad alcuni storici che siano stati proprio gli arabi a insegnarci i primi rudimenti della formalizzazione matematica, caratteristica principale della scienza occidentale doc. Ibn Al-Haitham, ad esempio, noto in occidente con il nome di Alhazen, è considerato il massimo esperto di ottica tra Tolomeo e Witelo. L’alta considerazione di cui godeva anche fra i contemporanei non deve stupire: già intorno all’anno Mille Alhazen combinava elaborati trattamenti matematici con i modelli fisici e un’accurata sperimentazione, dando così una svolta empirica all’indagine scientifica, cosa che, in Occidente, avverrà solo dopo cinque secoli.

I calcoli degli astronomi e degli studiosi di ottica arabi furono possibili solo perché gli strumenti matematici erano già altamente sviluppati. L’apporto degli arabi alla scienza del calcolo fu così importante che non se ne è persa memoria e infatti uno dei pochi debiti che gli occidentali non hanno dimenticato è l’invenzione dello zero che rese possibile la nascita del calcolo posizionale, quello in colonne per intenderci. L’introduzione dei numeri indiani - da noi chiamati arabi - e lo sviluppo dell’algebra, fecero il resto. Un nome per tutti è quello del grande matematico del IX° secolo, Al Khwarizmi, che scrisse il Libro del compendio nel processo di calcolo per trasporto ed equazione , più volte tradotto in latino e diffuso in Europa con il nome di Liber Algorismi , una latinizzazione del suo nome da cui deriva il termine “algoritmo”.

La medicina

Per secoli la medicina araba è stata talmente più avanzata di quella occidentale da indurre gli stessi crociati a servirsi dei dottori cavallerescamente offerti dal nemico assediato. Gli arabi conoscevano infatti i testi greci di Ippocrate e di Galeno, che l’Europa aveva perduto, insieme alle molte nozioni derivanti dalle teorie e dagli esperimenti degli alessandrini che si erano diffuse nell’Egitto ellenizzato e in Asia minore. L’arrivo in Occidente delle traduzioni di Platone e Aristotele rese accessibile agli studiosi del barbaro Nord anche le teorie dei filosofi e dei medici islamici. Per circa due secoli la filosofia greca è stata infatti studiata nelle versioni arabizzate tratte dai commenti del razionalista Averroè o del mistico Avicenna, i più importanti filosofi dell’Islam, ed è a queste versioni che si riferivano i nostri filosofi. A Bologna come a Parigi gli studenti, ma anche i padri del dogma cattolico come San Tommaso d’Aquino, dovettero piegarsi alla superiorità della sapienza araba del tempo.

Ma Avicenna non era soltanto un filosofo. Mentre nei villaggi nordici che in seguito divennero noti con il nome di Parigi o di Londra, si curavano le malattie con gli incantesimi, nel profondo Sud veniva fondata la medicina moderna. Il Canon medicinae di Ibn Sina, nome originale appunto del grande Avicenna, è stato praticamente l’unico libro di testo degli studenti di medicina per quasi tre secoli e ha continuato, per tutto il Rinascimento, a essere il libro più stampato in Europa. Ma Avicenna è in buona compagnia. Fu l’arabo Al-Razi a fondare l’ostetricia e a fornire la prima descrizione scientifica del vaiolo e del morbillo - e a prospettare la possibilità di immunizzare i sani attraverso le secrezioni dei malati - mentre Ibn Nafis fu il primo a descrivere il meccanismo della circolazione sanguigna. Tutti nomi ignorati dai manuali di storia della medicina che riportano solo le date - e gli autori - delle ri-scoperte occidentali.

Con le sue grandi intuizioni, come l’ipotesi dell’esistenza dei microbi e i primi esperimenti con i vaccini, la medicina araba era decisamente all’avanguardia nella teoria così come lo era nell’insegnamento e nella pratica. Nelle scuole di medicina islamiche si cominciò a pretendere che gli studenti si misurassero con la pratica clinica oltre che con i testi e per favorire l’apprendistato, oltre che per il controllo delle epidemie, venne abbracciata un’idea del tutto nuova: raggruppare i malati in una struttura dove i medici avrebbero potuto assisterli e gli studenti imparare dalla pratica dei propri maestri. Venne inventato insomma quello che, per dirla con parole moderne, è il policlinico universitario, che fece la sua comparsa in Europa solo nel diciannovesimo secolo. A Damasco la prima struttura ospedaliera del mondo venne costruita esattamente mille e cento anni prima: nel 707 dopo Cristo, data che lascia un tantino allibiti visto che, a quell’epoca, dalle nostre parti ancora non si pensava nemmeno ai lazzaretti.

Malgrado un’attenzione particolare per l’aspetto psicosomatico che colpisce per la sua modernità, l’approccio medico islamico era sostanzialmente razionalista e si basava su approfondite conoscenze anatomiche che gli europei, a cui non era consentito lo studio dei cadaveri, non potevano avere. Del resto il tabù sulle autopsie rimase valido in tutta la cristianità almeno fino al XVII° secolo e oltre - come testimoniano le rocambolesche “avventure” dei pittori rinascimentali, più note di quelle dei loro contemporanei medici. Ma un’altra caratteristica che rendeva i dottori arabi estremamente efficienti rispetto ai colleghi occidentali, era la possibilità di disporre di una quantità incredibile di sostanze provenienti dagli estesi domini dei califfi - ovvero sali, acidi, alcaloidi ed erbe - che rifornivano il prontuario con una serie di rimedi degni di una moderna farmacia. L’alchimia, da cui trae origine la moderna chimica, era infatti un altro settore particolarmente fecondo della scienza islamica.

A tutta chimica

Lo sviluppo dell’alchimia proviene dall’altro grande filone culturale che si unì a quello greco per dare luogo alla scienza islamica, ovvero le antichissime conoscenze provenienti dall’India e dalla Cina. Nel periodo della sua massima espansione, infatti, l’Islam si estendeva dall’India alla Spagna passando per la Persia, il nord-Africa e la Sicilia. La capitale venne spostata da Damasco a Baghdad dove, grazie alla grande tolleranza culturale del califfo Harum al-Rashid (786-809 d.C.), cominciarono a convergere i saperi e le tradizioni dei popoli conquistati. Sotto il regno dell’Illuminato, come venne chiamato il califfo più volte citato in Le mille e una notte , venne fondata e sviluppata la “Casa della sapienza”, ovvero un centro di mecenatismo finanziato dallo Stato che sorgeva intorno a una grandiosa biblioteca inter-religiosa. Nella Casa della sapienza cominciarono ad affluire da tutto il mondo studiosi e religiosi, pensatori e praticanti, in un’atmosfera di libertà intellettuale mai conosciuta prima, e Baghdad diventò per la scienza quello che Atene era stata per l’arte durante l’età di Pericle.

Fu in questo clima che l’alchimia si sviluppò e cominciò a cimentarsi con la produzione di alcune sostanze utili. La chimica islamica, libera dalle condanne e dai pregiudizi religiosi che in Europa la condannarono alla clandestinità fino ai tempi di Newton, a Baghdad ebbe la possibilità di svilupparsi come una scienza e una tecnologia specifica, separandosi molto presto dalle sue origini magiche. Jabir ibn Hayyan, il più famoso alchimista arabo vissuto nella seconda metà del VII° secolo, perfezionò il processo di distillazione dell’alcool (la cui etimologia deriva appunto dalla parola araba “al-ghul”), costruendo nuovi tipi di alambicchi. E’ da notare che la preparazione e la produzione dell’alcool a uso medicinale fu consentita, malgrado la ben nota proibizione coranica.

Un altro importante frutto degli esperimenti dei chimici di Baghdad furono i progressi relativi alla fabbricazione della carta, che utilizzarono e migliorarono gli antichi metodi importati dalla Cina. Nel 793 venne fondata a nella capitale una vera e propria fabbrica che, attraverso una produzione semi-industriale, ricavava la carta da una pasta di fibre di canapa e di gelso mescolate ad allume e colla. E con la produzione della carta su larga scala, ovviamente, la diffusione dei libri nel mondo islamico divenne molto più rapida e immensamente più economica, anche se bisognerà aspettare l’invenzione della stampa in Occidente - più di sette secoli dopo - per arrivare alla possibilità di un accesso davvero universale al sapere scritto.

di Sabina Morandi Fonte: www.liberazione.it

Youssef

IL CAPITALISMO DEI FURBETTI DEL QUARTIERINO.

Archiviato in: Generale, Economia — Settembre 23, 2008 @ 1:18 pm

MarciagalliaL’Italia è l’unico paese occidentale che ha una categoria di imprenditori, che tengono i soldi nel cassetto e li tirano fuori solo quando ci sono gli affari sicuri. è veramente sconfortante come si comporta questa specie di imprenditori italiani, dal loro presidente in giù, in effetti nella cordata per alitalia c’era la “crema” degli imprenditori italiani, chi per opportunismo, chi minaciato e chi è costretto.

Comunque nessuno di loro rischiava niente,visto che  in questo caso il rischio è stato rimosso, anzi lo volevano accollare a noi cittadini, che comunque andrà dovremmo pagarelo lo stesso, nel mestiere dell’imprenditore, la parola rischio è fondamentale ma in Italia non è cosi, almeno per i grossi. Paradossalmente i piccoli imprenditori ed artigiani rischiano molto di più.

Non è la prima volta ma è sempre stato cosi, nessuno mette un euro dove traspare un minimo rischio per il capitale, cosi è troppo facile, mettere i propri soldi solo dove vi è la sicurezza di guadagnare, e senza mai poter immaginare di dover peredere qualcosa, questo non è impreditoria questa è la combinazione vincente dell’enalotto prima che si faccia il concorso.
L’attuale presidente di confindustria, senza vergogna, si è anche presentata a farne parte, dando il buon esempio, e entrando di diritto nella categoria dei furbetti del quartierino.

Oserei dire che quasi quasi è meglio Berlusconi, che almeno qualcosa rischia, lavora, per poi sistemarsi le proprie cose con leggi fatte apposta per lui, ma almeno rischia, non avrei mai pensato di arrivare a citare il berlusca come esempio, mi vengono i brividi…

Questi hanno una montagna di soldi e li mettono solo dove sanno che renderà sicuramente, e dove non c’è un centesimo di rischio, mi sembra roba da usurai più che da imprenditori.

Inoltre da quando si è insediate la merciagallia che continua a chiedere defiscalizzazioni per le imprese, dopo che negli ultimi 2 anni, le imprese si sono ciucciati 5 miliardi di euro del cugno fiscale di Prodi. Mentre quando è arrivato il momento di aumentare i salari, pensa un pò, è caduto il governo, poi le imprese hanno sposato l’offerta di berlusconi della detassazione sugli straordinari, che è una truffa (non tutti fanno straordinari, non è per sempre ma una prova, le donne sono tagliate fuori, se ti ammali o subisce qualche menomazione e non puoi più farli torni a fare la fame…ecc), penso invece che il fisco sulle imprese in Italia è in linea con la media europea, anzi è inferioere a quello tedesco e francese, piuttosto andrebbe distribuito meglio e recuperato quello evaso.

Ormai i la voratori non parlano più dei salari e degli stipendi, sembra che tutta la forza lavoro italiana stia facendo straordinari mattina e notte, eppure gli stessi stipendi stanno pagando l’aumento di inflazione, mi domando se  la gente si accontenta della facciata che gli hanno presentato in questi ultimi mesi, oppure si sta mangiando i risparmi e dice: “è una crisi globale” o peggio ancora si sta indebitando?

Intanto bisogna prendere nota che berlusconi porta sfiga, nel 2001 dopo che ha vinto le elezioni sono cadute le torre gemelle, quest’anno il mercato finanziario sta subendo un altro 11 settembre, eppure lui vorrebbe governare altri 15 anni, mi sa che la fine del mondo è vicina.

Youssef.

Una lezione di stile

Archiviato in: Dal mondo, Politica — Settembre 23, 2008 @ 12:34 pm

 

Peres con Livni

Olmert, Primo Ministro di Israele, si e’ dimesso a causa delle accuse, secondo lui infondate, che gli sono state rivolte. Per potersi difendere pienamente, senza “intimorire” i giudici per la sua carica, ha pensato che era meglio dimettersi, piuttosto che rischiare di compromettere l’immagine dell’intero paese. 

Alcuni passaggi del suo discorso, tenuto il 30 luglio davanti alla nazione:

I want to make one thing clear: I am proud to be a citizen of a country in which a prime minister can be investigated like any other citizen. It is the duty of the police to investigate. It is the duty of the State Prosecutor’s Office to instruct the police, and I have nothing against them for that. The prime minister is not above the law, but neither is he beneath it.”

(la mia traduzione: “voglio dire una cosa con chiarezza: io sono orgoglioso di essere un cittadino di un paese dove il primo ministro puo’ essere sottoposto ad un’inchiesta, come qualsiasi altro cittadino. E’ dovere della polizia investigare. E’ dovere della Procura investigare per mezzo della polizia e io non ho niente contro di loro per questo. Il Primo Ministro non e’ al di sopra della legge, ma nemmeno puo’ esserne calpestato”)

Now the moment has come for me to make a decision. I am not doing this out of a sense that I cannot fulfill my duties. I believe, with all my being, in my ability to continue fulfilling my mission, as I believe my own honesty and innocence. But the current campaign of abuse, even by honest people who truly care about the state and its image, raises a question that I do not want to and cannot evade. What is more important? My private justice, or the public good? My private justice is very important to me. The infringement of my family’s privacy pains me exceedingly. In the choice between the considerations of my status and ability to struggle for my justice, and the considerations of the good of the state, the latter are more important!!!”

(la mia traduzione: “ora e’ arrivato il momento per me di prendere una decisione. Non lo sto facendo perche’ non mi sento in grado di svolgere il mio compito, ma perche’ credo nella mia onesta’ e nella mia innocenza. Pero’ l’attuale campagna diffamatoria, anche se da parte di gente onesta che in buona fede si preoccupa dello Stato e della sua immagine, fa sorgere una domanda che io non voglio e non posso eludere: che cosa e’ piu’ importante? la mia giustizia privata o il bene pubblico? la mia giustizia privata e’ molto importante per me. Il coinvolgimento della privacy della mia famiglia mi addolora grandemente. La scelta tra la considerazione del mio stato, la possibilita’ di battermi per la giustizia e il bene dello stato, quest’ultimo e’ per me molto piu’ importante!!!”)

Non so voi, ma a me il pensiero e’ subito andato ai fatti di casa nostra: stesso contesto, altra soluzione.
Staremo a vedere se magari non sara’ Israele a prendere spunto da noi: chissa come si dice “lodo Alfano” in lingua ebraica …

(fonte: Haaretz.com - quotidiano israeliano -
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1007094.html)

Fabio

Vogliamo le PREFERENZE !!

Archiviato in: Elezioni, Internet, Iniziative, Europa, Politica — Settembre 17, 2008 @ 10:42 pm

Mi scuso se torno ancora su un argomento che ho gia’ toccato in passato: la legge elettorale.

I partiti di opposizione, molto ma molto timidamente, cominciano a farsi sentire: si devono reintrodurre le preferenze.
Per me e’ una espressione della democrazia che e’ irrinunciabile: se non c’e’ la possibilita’ di scegliere almeno la persona, anche se all’interno di una lista preparata da un partito (per migliorare questo si puo’ provvedere piu’ avanti), non ha senso andare a votare.

Voglio rilanciare l’iniziativa, cui avevo gia’ accennato in passato, e che mi piacerebbe girasse nel popolo di Web 2.0 e diventasse la rivendicazione del popolo della rete: senza la preferenza non andiamo a votare per le Europee (la prossima primavera). Nel caso possiamo aprire una sottoscrizione e fare un banner da mettere nei nostri siti e pubblicizzare al massimo.

Che ne dite ? si puo’ fare ? attendo i vostri commenti. Numerosi.

Ciao e grazie
Fabio

Abdul: ucciso per aver rubato dei dolci?

Archiviato in: Dal mondo, Liberta', Immigrazione — Settembre 15, 2008 @ 11:09 am
Abdul, il ragazzo ucciso a sprangate

Un altro omicidio insensato. Un altro delitto causato dall’intolleranza di chi considera il colore della pelle come metro di giudizio.
Abdul era di Cernusco sul Naviglio, la mia citta’, dove molti lo conoscevano.
Pubblichiamo una delle molte mail che questa mattina stanno girando, da una nostra amica che conosceva Abdul da tempo. E’ una testimoianza a caldo, di chi e’ incredulo e sconfortato per quello che sta succedendo, sempre piu’ frequentemente, nel nostro paese. Una testimonianza che interpreta in pieno i sentimenti di tutti noi.
Fabio

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Appena ho letto i giornali in Internet, stamattina, un tuffo al cuore per la notizia del ragazzo prima in coma, e poi morto per le ferite al capo. Due italiani, padre e figlio, lo hanno ucciso a sprangate accusandolo di aver rubato dolci al loro bar. Ho pensato subito al ragazzino che avevo conosciuto.
Era proprio lui, Abdul Guiebre, cittadino cernuschese, originario del Burkina Faso.
L’ho conosciuto quando, preadolescente, frequentava il CAG”Friends”. E l’ho rivisto tante volte in giro per la città. “Come va , Abdul?” Sorridente con i suoi occhi espressivi, a volte ironici. Non era un ragazzo facile, generoso e insofferente nello stesso tempo. Un ragazzo che stava cercando la sua strada, e non è mai semplice per chi è immigrato, trapiantato in una cultura così diversa da quella di origine.
In fondo noi sappiamo ben poco delle difficoltà che gli stranieri vivono nel loro intimo, siamo così pieni di noi stessi da credere di avergli dato il massimo delle possibilità . Che cosa vogliono di più?
Io dico che è orrendo anche solo pensare di ammazzare una persona per un furto. E mi turba profondamente immaginare la violenza bestiale di un uomo ( ma è ancora uomo?) nel calare una spranga di ferro su un ragazzo che potrebbe essere suo figlio. Ma in più quel ragazzo è nero, e si merita anche parolacce e insulti razzisti prima di essere fatto fuori.
Sarà la polizia a chiarire la dinamica dell’accaduto.Ma non posso accettare che un furto, se davvero lo è stato, possa giustificare un simile odio.
In quale società viviamo? Non la riconosco, non mi riconosco in chi ritiene giusto uccidere per salvare la sua proprietà ( e in questo caso ben misero il bottino del ladro!).
Sono convinta che ad armare le mani insensate dell’uccisore italiano sia stato anche il clima sociale, culturale che si respira in Italia contro gli immigrati. E l’attuale politica del governo Berlusconi rafforza gli atteggiamenti di intolleranza. Ci dicono che gli stranieri vengono da noi per derubarci, del lavoro, dei soldi,della cultura.Ci fanno pensare che la maggior parte di loro sono delinquenti. All’inizio molti non concordano con questo sentire, ma poi il martellamento della TV e dei giornali è tale che ci si comincia a credere e dalla diffidenza si passa alla paura e dalla paura si può arrivare all’odio, come in questo caso.
Caro Abdul, compiango i tuoi anni troppo brevi. Nessuno doveva permettersi di toglierti , con la vita, ogni speranza. Perdona la disumanità di chi lo ha fatto. Perdona anche la vigliaccheria e il perbenismo di tutti noi se staremo solo a guardare.

Ernestina  

La Terra dei Fuochi, ovvero: Quello che la TV non ci racconta

Archiviato in: Iniziative, Televisione, Ambiente, Politica — Settembre 11, 2008 @ 5:30 pm
terra dei fuochi

Ci associamo volentieri alla campagna di re-informazione, lanciata dal sito http://www.laterradeifuochi.it/ e poi richiamata anche da MicroMega, segnalataci dal nostro amico Matteo di Teo News

In sostanza: il trionfalismo di Berlusconi per aver risolto il problema della spazzatura di Napoli, abbondantemente amplificato da tutte le TV (unica eccezione: un servizio sul TG3 del 2 settembre) e da tutti i giornali, e’ una bufala.
Il problema della spazzatura non e’ stato risolto, e’ solo stato allontanato da Napoli: ci sono decine di roghi che continuano ad ardere nelle campagne attorno alla citta’ (ma lontano abbastanza da non essere visibili dalle telecamere che documentano il premier spazzino con sorriso a 94 denti) dove la spazzatura abbandonata continua a creare i problemi di prima.

Chiediamo ai nostri visitatori che ci leggono da Napoli e dintorni di confermarci queste notizie, di comunicare a tutto il popolo della rete com’e’ la situazione VERAMENTE.

Ancora una volta, comunque, abbiamo la prova di quanto sia potente il mezzo televisivo e i media stampati, quando sono pilotati da forze che non amano la liberta’ ed il rispetto, ma vogliono solo perpetuare il loro dominio sulla societa’ intera.

Ancora una volta, la rete puo’ diventare uno strumento di libera informazione, di liberta’ e di democrazia. Grazie a Matteo che ci ha fatto questa segnalazione e grazie a tutti quelli che vorranno fare ulteriore pubblicita’ a questa iniziativa.

Potete inserire il banner nel vostro blog, lo trovate nel sito di La Terra dei Fuochi.

Fabio

Tangentopoli: una storia del secolo scorso

Archiviato in: Televisione, Politica — Settembre 8, 2008 @ 12:19 am

E’ appena terminata su RAI 3 la trasmissione “Blu Notte”, che quest’oggi si e’ occupata di Tangentopoli: la cronistoria della rivoluzione che, nel giro di due anni, dal 1992 al 1993, ha cambiato QUASI del tutto il panorama della politica italiana.
Confesso che molti dettagli li avevo dimenticati, ma a risentirli tornano immediatamente alla memoria volti, nomi, avvenimenti, suicidi.

Non voglio qui dibattere se si e’ trattato di una rivoluzione giusta o sbagliata, o in parte giusta e in parte sbagliata. Su questo ho la mia idea, ma ora non e’ quello su cui vi chiedo di riflettere.

Quello che mi ha colpito stasera, quello che mi pare cosi’ lontano e diverso dalla situazione dei nostri giorni, e’ questo: Tangentopoli, nel 1992, aveva messo in moto un movimento popolare che la sosteneva: la gente, la gente comune come noi, allora, si e’ fatta sentire. Manifestazioni a Milano, a Roma, attorno ai palazzi di giustizia, nelle piazze, davanti ai simboli del potere politico. Famosa, piu’ di tutte le altre, la pioggia di monetine sulle teste e sulle auto di Craxi e dei suoi sfortunati accompagnatori.

Mi ha colpito come lo sdegno popolare si era riversato nelle piazze, dando forza ed energia al tentativo dei magistrati di capire quello che era successo e di ristabilire la Giustizia, quella con la G maiuscola.

E mi ha colpito soprattutto perche’ l’avevo scordato, ormai assuefatto ai comportamenti dei nostri giorni, dove praticamente nessuno si indegna, si scandalizza piu’ per le emergenze che continuano ancora oggi, che non sono (mai) finite, anzi.

Oggi, a distanza di 16 anni, la “pax romana” si e’ finalmente concretizzata. L’imperatore e’ stabilmente in sella, il popolo sa che di lui si puo’ fidare, perche’ lui se ne intende di imperi, ne ha gia’ costruiti piu’ di uno. Percio’, basta preoccuparsi, pensiamo a divertirci.
E giu’ veline, miss-italia, olimpiadi, campionato.

E’ il duemilaotto. E tutto va bene. Dormite in pace. 

Fabio

Ed ora che si fa? Chi se la sente?

Archiviato in: Generale — Settembre 6, 2008 @ 6:59 pm

Era una profumata e calda giornata di primavera,  si udiva il gaio canto degli uccellini tra i rami del pesco in fiore…..
si vabbe’,…ricominciamo. Era il periodo della caduta del governo Prodi. tutto un altro effetto ma e’ la verita’.
La sottoscritta, che mai in precedenza aveva letto o partecipato ad un blog, si ritrovo’ a discutere di eventi politici e possibili scenari in un blog politico. Con persone interessanti, intelligenti e piacevoli.
Le disussioni si fecero animate e molto interessanti. A proposito ragazzi,- comunicazione di “servizio” non e’ che uno di voi ha conservato qualche intervento? Io purtroppo ( e mi picchierei sulla testa) non ho conservato nulla e non trovo piu’ niente, ho anche provato una ricerca Google per eventuali archivi ma… niente.
Una bella sera, con un po’ di timore, cominciai un nuovo argomento che si intitolava :”Ed ora che si fa? Chi se la sente?”
Ricordo solo che cominciava cosi’ e terminava con “Le porte sono aperte, Accomodiamoci”. E ci siamo accomodati.
Io, Fabio e Youssef. Siamo Soci Fondatori del Costituendo Comitato Piazza Pulita, Insieme per Cambiare.
In un prossimo futuro, presto, appena saremo pronti, accetteremo anche Iscritti Sostenitori. Tranquilli, non si paghera’. :-)
Il Blog che leggete e’ un media. La formula che abbiamo scelto, il Costituendo Comitato ha delle specifiche ragioni, ma ne parleremo piu’ avanti.
Le ragioni per cui io in particolare, parlo solo per me ovviamente, ho scelto di partecipare a questo comitato, e relativo blog, sono poco filosofiche e molto pratiche ma , spero, di buon senso. Ho sempre creduto nel detto ” se non fai nulla per cambiare una situazione che non ti piace, allora non te ne puoi nanche lamentare”. E se non mi posso lamentare, e da elogiare sinceramente trovo sempre meno, allora di che scrivo?
Quindi, onde evitare il “parlarsi addosso” che trovo essere uno dei principali mali italiani che porta a due effetti collaterali altrettanto perniciosi,  l’inevitabile immobilismo, e la temuta assuefazione alla mediocrita’, le quali di solito causano anche una forma virulenta di ” mancanza di indignazione”., che quando stgmatizza provoca anche una forma virale e contagiosa  da rassegnazione depressa con punte da intolleranza agli argomenti politico sociali e qualunquismus superficialis dementiis :-)
Ne e’ la prova che qui ho perso il filo del discorso :-P ma proseguiamo con noncuranza.

Questo Comitato, nato da poco, si proporra’ interventi , magari inizialmente piccoli, locali,  ma concreti. Se ci sarete siete i benvenuti con tutto il cuore. Senno’ pazienza, noi andremo avanti comunque e ci proveremo.
Tanto da perdere che c’e'? Noi di spunti su cui lavorare ne abbiamo gia’. Io dico che si puo’ fare. Certo bisogna avere la capa tosta, ma si puo’ fare! Insieme.  La gente cosi’ e’ tanta ed e’ sempre di piu’. Occorre metterla insieme. Certo non si puo’ ipotizzare di essere d’accordo sempre con tutti. non viviamo in simbiosi. Ma di solito pensiamo “non sono d’accordo con cio’ che dici ma sono felice che tu possa dirlo”.
Con questo volevo rispondere sia a Daniele che a tutti i lettori, presenti, passati e futuri di questo Blog che si chiedono che ci stiamo a fare. Si Daniele ce l’ho un blog mio. E’ questo qui. :-) E’ nostro. Mio per estensione del termine.
Diteci la vostra, cosa ne pensate. E visto che le porte sono aperte, accomodiamoci.

Manuela

Sopravvivere … a progetto

Archiviato in: Economia, Lavoro — Settembre 4, 2008 @ 2:55 pm

La societa’ per cui lavoro, dopo otto (ripeto: otto!) anni di rinnovi semestrali o annuali, non ha piu’ rinnovato il contratto ad alcune segretarie con contratto interinale, di fatto cacciandole.
E’ stato un dramma per noi (col posto fisso), che abbiamo lavorato gomito a gomito per tutto questo tempo, figurasi per loro: chi ha il mutuo da pagare (aperto con la garanzia dei genitori), chi un figlio ed un marito con stipendio normale (l’ultima settimana del mese si metteranno a dieta, che fa sempre bene), chi, pur da sola, deve comunque sbarcare il lunario. Tutte, comunque, con l’angoscia di cosa succedera’ loro da lunedi’ prossimo.

Da giovani, credevamo che la qualita’ della vita non potesse che migliorare, che il mondo fosse destinato a distribuire benessere a tutti, che la Giustizia non potesse che estendersi a tutti, un po’ alla volta. Insomma, che al passare del tempo non potessimo che stare meglio, tutti. Abbiamo sempre pensato che l’intera societa’ fosse incamminata verso il miglioramento e che indietro ormai non si tornava piu’.

E’ duro accorgersi che tutto cio’ non e’ vero, che se qualcuno sta meglio, c’e’ sempre qualcuno che sta peggio.
E’ questo lo sviluppo? e’ questo il benessere? finche’ continueremo a misurare la qualita’ della nostra vita con il PIL, con gli utili per azione, con i fatturati, continueremo a chiudere gli occhi sui disastri che questi numeri comportano.
E continueranno ad esserci altre ‘Marta’, altre ‘Antonella’, altre ‘Francesca’ che nel loro ultimo giorno di lavoro torneranno a casa piangendo.

Sara’ il caso di cambiare, prima che sia troppo tardi, per non doverci piu’ vergognare del mondo che abbiamo costruito.

Fabio
Scrivi a: fabio@piazza-pulita.org

Alitalia e scusate la semplificazione

Archiviato in: Generale — Agosto 29, 2008 @ 8:10 pm

Io continuo a stressare che siamo un popolo con un senso dell’umorismo, che se ci si potesse chiedere il copyright saremmo tutti ricchi.

Alitalia: allora creano un’altra compagnia di bandiera, o bandierina o stendardo che sia non e’ quello il punto. E dividono Alitalia in due.

Scusate, facciamo finta che Alitalia sia …la famiglia Pincopallo. gestiamo il bilancio famigliare.

La famiglia Pincopallo ha un conto corrente ed una carta di credito. Incassa al mese 1000 Euro e ne spende 1300. Cominciano i problemi, bisognerebbe tagliare ma cosa? Uno non rinuncia alla macchina, l’altro al cellulare, la palestra no per l’amor di Dio, una vacanza all’anno non si tocca. I prezzi di tutto sono cresciuti. Non si riesce a ridurre le spese. Allora che fare?

Idea brillante!!! Apriamo un altro conto, e un’altra carta. Sul primo lasciamo gli stipendi e i pagamenti indispensabili, mutuo, bollette spesa. Sulla seconda invece, versiamo poco o nulla e addebitiamo, palestra, ristoranti, ombrellone,  cellulari e affini.

Geniale. Cosi’ sta facendo Alitalia mi par bene di capire, ma chi ne sa piu’ di me spero mi correggera’ se sbaglio. Invece di almeno portare a zero debiti la prima compagnia ne aprono un’altra che SEMBRA avra’ i bilanci in attivo e affossano la vecchia compagnia, non essendone peraltro piu’ responsabili. (perche’ cosi’ andra’ a finire)
Uno,  per avere un nuovo business in attivo bisogna aspettare, non so da dove provenga la certezza dell’attivo prima ancora di cominciare. Mi insegnassero plleeeeazzze! Ma il Berlusca nostrano non mi pare proprio Bill Gates, altra classe! E sulla classe,…ragazzi c’e’ poco da fare.
Due ….ma i debiti della vecchia compagnia poi chi li paga? Ai tempi in cui sono stati contratti era compagnia di stato, quindi ne risponde lo Stato, direbbe una mente semplice. E lo Stato chi e’?

Cioe’ semplificando ulteriormente loro se ne stanno tirando fuori, e la ammollano a …si a noi. Poi faranno leggi, leggine, provvedimenti, paroloni chiameranno il tutto con definizioni altisonanti nella speranza che i pecoroni (noi) se ne accorgano meno, ma insomma qualcuno paghera’.

Se non ci sara’ politica seria sulle energie alternative comunque tutte le compagnie aeree soffriranno per i prossimi 10 anni.

Il petrolio puo’ essere sostituito per molti altri bisogni cosi’ da far diminuire la domanda globale. Tutte le strategie Americane, Russe ed Europeee dichiarano almeno 10 anni di tempo per potere provvedere.

L’unica risorsa a buon mercato e disponibile prima di 10 anni e’ il Gas.  Io credo che la guerra sul gas ci riservera’ sorprese a breve. Ed e’ gia’ cominciata.

Tanto per la cronaca, parlando di gas  l’Italia dipende dalle regioni Sovietiche per oltre il 60% . Non e’ cosa che non ci riguardi. Nemmeno alle stufe a legna possiamo tornare. Di legna in Italia ce n’e’ rimasta ben poca. Ci abbiamo costruito sopra.

Manuela

P.S. E per tutto l’abusivismo edilizio,(fenomeno tipicamente italiano dove spesso diamo il meglio di noi)  i doverosi ringraziamenti vanno a Mafia, Camorra , ‘Ndrangheta, ma anche a tutte le famiglie Pincopallo che intanto hanno costruito, ampliato, modificato, poi tra un cognato in Comune ed un caffe’ con l’assessore aspettano il condono.

Ringraziamenti particolari poi vanno ai suddetti per tutti gli episodi di incendio doloso che anche questa estate ci hanno rallegrato tra una gara olimpica e l’altra.

Grazie! spero di cuore vi venga reso cio’ che avete elargito.

La Georgia

Archiviato in: Generale — Agosto 20, 2008 @ 11:15 pm

Mosca ha fatto sapere che RE Agira’ (????) in termini non solo diplomatici.

Ho visto gli accampamenti, solo donne e bambini praticamente, li ho visti soprattutto sui media Italiani, e faccio loro i complimenti. Le TV USA,….poco e rarefatto, troppo occupate con Olimpiadi e affari interni, troppo esposte con altre azioni belliche inutili, costose e fallimentari, non stanno prendendo posizioni precise (se non nelle dichiarazioni del presidente). Ma io parlo da spettatore, da chi vive qui e vi faccio sapere cosa si vede e cosa no! Questo no. Poco.

Dove sono gli aiuti umanitari? Cosa fa l’Onu? Di preciso?

Ho visto molti bimbi accampati alla meglio, senza acqua, giocare in rivoli sudici. Chiunque mi segua sa che non uso parolacce, non mi piace. Chiunque mi segua sa anche pero’ che mi accanisco contro chi maltratta i bambini. Se volete giocare alla guerra, ci sono mezzi tecnologici e moderni per risparmiare queste sorti ai bambini. Chiunque riduca dei bimbi in questo stato e’ bastardo animale. In questo caso non mi sento di definirle parolacce, bensi’ aggettivi qualificativi.

Le balle stanno in poco posto, diceva mia nonna. Se un paese invade un altro paese e’ per  avere controllo e beneficio di risorse che quel paese possiede.

Non si invade volentieri un paese povero in mezzo al deserto che non ha nulla.

Ci sono molti paesi in mezzo al deserto, o quasi, che sono invasi, ma hanno miniere di smeraldi o diamanti. Loro fanno la fame ma noi “civilizzati” li possiamo comprare in offerta.

Questa potrebbe essere una guerra per il gas. E quei bambini?

Ricorderanno. Stanno imparando. E NOI?

Manuela 

Bravi!!!

Archiviato in: Generale — Agosto 13, 2008 @ 11:06 pm

Salvatore, Federica, Francesco, Giulia, Valentina, Marco Ilario e Mauro, Matteo, Giovanni, Tatiana, Davide.
Queste le “NOSTRE” Medaglie ad oggi.
GRAZIE Ragazzi, FORZA. Siamo tanto orgogliosi di voi!

L’Italia ha vinto un’altra medaglia, urlo cercando di trattenere la commozione per quei 4/5 passi di corridoido che separano la sala dalla camera di mio figlio. E non ce la faccio, arrivo con le lacrime e il magone. Abbiamo vinto un’altra medaglia!! Non sei orgoglioso? Zi mi fa lui, con quel suono  sibilante che gli deriva dall’avere perso un dente di sotto ed uno di sopra che sta per cadere.

Zi tanto. dice.  E corre fuori per andare a dire al suo migliore amico Drew (americano, perche’ noi viviamo qui al momento) Che la Nostra Italia ha vinto un’altra medaglia.

Storie di ordinaria quotidianita’. Storie di straordinaria quotidianita’.

L’Italia e’ anche questo. Ricordiamocene piu’ spesso. tutti.

FREE TIBET

Archiviato in: Generale — Agosto 13, 2008 @ 9:54 pm

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Manuela

 
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