Comitato Piazza Pulita

Insieme per Cambiare

Forme di Governo

Archiviato in: Generale — Giugno 30, 2009 @ 8:26 pm

ANARCHIA:
Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione.

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche. Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.

FASCISMO:
Hai 2 mucche Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 mucche. La polizia te le confisca e ti fucila.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua

banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e
nell’operazione quadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla

produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle

Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di

7 mucche. Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel

frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.
Di Saverio Munafo’

E io con questo vi saluto, e vi auguro tutto il meglio
Manuela

Video dall’Iran

Archiviato in: Generale — Giugno 27, 2009 @ 10:55 pm

Ce ne sono diversi in giro. Ho scelto questo tra i meno cruenti. Una donna piange. Piangerei anch’io.
In un altro video ho trovato l;e traduzioni in Inglese: si diceva fuori, tutti fuori di qui subito.
E poi urla, tante urla soprattutto di donne, forse bambini non era facile ditinguere. Era notte ed era l’arresto di persone nelle loro case.
Mia nonna me lo raccontava cosi’ il nazismo. Tranne che lei diceva :la maggior paqrte delle volte noi non sentivamo nulla, ci svegliavamo e in quella casa non c’era piu’ nessuno. La porta aperta, la roba in tavola, i letti sfatti, la roba ancora li’. Come se frossero apppena usciti.
Ma non tornavano piu’.
Dove andavano l’abbiamo saputo molto tempo dopo.
Noi non sapevamo niente, potevamo immaqginare e basta, ma nessuno diceva nulla. e poi non si poteva dire nulla, era pericoloso. Anche i vicini di casa facevano finta di niente. Avevano paura, qualcosa stava succedendo, solo che non sapevamo cosa.
Ti sevgliavi la mattina e qualcuno era sparito. Tutto qui.
Qualche volta sentivi le urla ma avevi paura e non andavi a vedere.
Le bombe? Finche’ le sentivi fischiare andava bene.
Se non sentivi il fischio voleva dire che erano vicine allora si avevi paura.
Noi eravamo sfollati, ma eravamo “ricchi” perche’ avevamo una gallina, e faceva le uova. Oltre alle tessere avevamo la gallina.
Quando i miei figli dormivano stavo sveglia io, per paura che ce la portassero via.

Nonna Giorgina. 1918- 1998

Nonno aveva la macelleria, ma non poteva usare la carne per la sua famiglia. Era tutto controllato dal governo. Tot clienti, tot carne. Nulla per se’. Non era consentito.
Ma ogni tanto, sapendo tagliare i pezzi riusciva a fare uscire qualcosa per noi figli.
Una volta al mese riuscivamo ad avere un po’ di carne. Rischiando grosso. Potevano portarlo via e chiudere il negozio.
E la nonna sapeva fare il m inestrone piu’ buono della citta’ dalle bucce delle patate. O almeno a noi sembrava buonissimo.
Noi ci siamo cresciuti a bucce di patate e pane nero delle tessere.
Papa’.

Non e’ preistoria. E’ da dove veniamo.
Per non deimenticare mai.


Berlusconi? E’ un ignorante poveretto. Parola di un abbronzato Newyorkese

Archiviato in: Generale — Giugno 27, 2009 @ 7:52 pm

E vai cosi’, continuiamo. Dato che riusciamo sempre a vederci meglio attraverso gli occhi degli altri, (fa proprio parte del nostro dna), pubblicco anche questa che E’ andata in onda all’estero ma NON e’ mai apparsa su alcun canale italiano.
Con buona pace di mavala’ Ghedini e di tutti i mavala’ in borghese e/o senza incarico ufficiale.
Ma va la’ che vuoi che sia!
O no?
Manuela


Cosa dicono di Berlusconi all’estero

Archiviato in: Generale — Giugno 27, 2009 @ 5:42 pm

Io non ero a conoscenza di questo documentario fino a pochi giorni fa.
Non e’ mai andato in onda in Italia ed ora capisco perche’.
Comunque la pensiate, comunque votiate, fatevi un regalo prima dell’estate: GUARDATE questo documentario. Prodotto da associazioni americane, cosi’ e’ come ci vedono.
Le interviste sono tutte in italiano e le parti in inglese sono sottotitolate in italiano.
Ogni spezzone dura circa 10 minuti e sono 6 in tutto.
Alla fine di ognuno troverete in cima alla lista dei titoli il link alla parte successiva.
Ne consiglio caldamente la visione a CHIUNQUE, ripeto comunque la pensiate.
E tristemente, con le debite e sacrosante differenze, oggi mi sento un po’ iraniana anch’io. E metto online qualcosa che all’estero circola liberamente ma in italia troverete solo su Internet.
Manuela


Per maggior convenienza aggiungo qui il link alla pagina che mostra i link alle parti successive. Dalla 2 alla 6.
Se non vi comparissero sulla nostrq homepage li trovate qui

INOLTRE questo programma e’ andato in onda sulle tv americane il 21 Agosto 2003. Sul canale PBS, uno dei piu’ diffusi in USA.
tv PUBBLICA. Ho trovato il link
http://www.pbs.org/wnet/wideangle/about/film_s2_f6.html

Ma so che e’ stato trasmesso anche da molte reti televisive nord europee. Ora siamo nel 2009 e da noi circola solo su Internet.

Lettera A Dario Franceschini

Archiviato in: Generale, Politica — Giugno 24, 2009 @ 6:24 pm

Dopo aver sentito il messaggio di Dario franceschini, che annunciava la sua candidatura alla segreteria del PD, non ho avuto dubbi su come e con chi intende allearsi per il futoro, ed il passaggio sul patto generazionale è significativo.

Vi allego di seguito una lettera che gli ho mandato:

Caro Dario,

non vi è dubbio che probabilmente hai salvato il PD dalla scomparsa, e se ne accorto pure berlusconi e i suoi maggiordomi, ma vendere tutto ciò per una grande vittoria, c’è ne vuole ancora.
Intanto per essere chiari, alcuni risultati arrivano grazie all’udc, e la cosa non è che mi faccia stare tranquillo, se in più ci metto pure che hai sposato l’idea di casini, riguardo al patto generazionale (non puoi dire che non è sua), già sono 2 indizi.

Fra qualche giorno sentiremo casini parlare bene della green economy, allora il gioco è fatto e la nuova alleanza è chiara, tu sposi l’idea del patto generazionale e lui rinuncia al nucleare.

Ma non si fa cosi,  con gli alleati bisogna prima chiarirsi su diverse cose, non solo scendere a compromessi, che tutto sommato qualcuno potrà valutare positivamente.

- Laicità: (temo che casini invece prenda ordini e segua di più il vaticano e non la costituzione italiana).

- Giustizia e candidabilità: gran parte degli indagati e condannati del parlamento, sono o dell’udc o ex udc.

- Lavoro: vogliamo rapresentare la classe dei lavoratori (precari,operai e piccola media impresa) oppure degli immobilliaristi e grande imprese? Tutti non si può, e non so se lo suocero di casini è d’accordo.

- Immigrazione: è una cosa diversa della sicurezza, e non è un problema ma una risorsa, anche in momenti di crisi, basta pensare che 5,6% della popolazione (gli stranieri inclusi criminali e clandistini) produce quasi il 10% del PIL, ma nessuno ne parla, casini vuole fare invece l’usa e getta.

- Snellimento delle istituzioni a tutti i livelli (l’udc è un partito clientelare).

Ci sarebbero tantissime altre cose da chiarire, ma credo che non solo l’udc, ma anche una parte del PD, se vuole se ne può andare.

Io sono del parere, e lo era anche quando si aveva il 33% alle politiche, che meglio un 5-6 punti in meno ma compatti e uniti, e che non possono che aumentare, che quel 33% eterogeneo al massimo e litigioso, destinato a scendere.

Oggi mi accontenterei di un 20% solido, giovane, fresco, innovatore, ONESTO, libero, trasparente, grintoso e destinato a crescere sicuramente, tanto 4 anni li dobbiamo aspettare per forza, anche se oggi come oggi cambia tutto da un giorno all’altro, ma ci deve essere una buona base per ripartire, e non è quella che si allea con l’udc.

Mi dispiace, ma non voterò per te, anche se ero quasi convinto di farlo, non credo è valsa la pena lasciare a piedi bertinotti & C per prendersi casini, è impossibile essere autosuffiscienti, ma con casini no.

Aspetterò il terzo candidato se ci sarà, e spero sia un outsider, e magari anche donna.

Tanti saluti

Youssef

Tempi Duri…

Archiviato in: Generale — Giugno 23, 2009 @ 6:56 pm

Ora che i tempi sono diventati duri per il premier, visto gli scandali avrà fatica a trovare escort o donne di compagnia, o ne farebbe anche meno per non dare all’occhio per un pò.

Propongo un sondaggio:

A chi toccherà fare il servizietto orale:

1 - emilio fede

2 - sandro bondi

3 - bonaiuti

4 - sacconi

5 - minzolini

6 - brunetta (tra l’altro non ha bisogno di fare altro che stare in piedi).

capezzone è ancora nuovo nel partito, gli toccherà il servizietto manuale.

Youssef

I lamenti di Berlusconi

Archiviato in: Generale — Giugno 17, 2009 @ 2:09 pm

Sono in Italia. Annuncio che presumo interessera’ veramente a pochi. Lo dico perche’ mi rendo conto di cose, di cui sarebbe difficile rendersi conto dall’estero dove abitualmente vivo. Annuso l’aria, parlo con la gente, vedo, vado in giro e pago 3 volte quello che pagherei negli USA per qualunque cosa. La benzina ad esempio al prezzo alla pompa di oggi, dove vivo io , se fosse in Litri e in Euro costerebbe tra i 47 ed i 52 centesimi. Mettici pure l’IVA che qui e’ piu’ alta, maggiora per il trasporto che qui e’ piu’ caro. mettici le leggi eccezionali che poi sono diventate definitive e giu’ di accise e tasse. pure il benzinaio dovra’ guadagnare di piu’ dato che la vita costa di piu’. Ma non riesco a superare i 9o centesimi. Invece …
Ma e’ tutto estremamente piu’ caro, da un cavo usb alla parrucchiera, le uova la carne e il treno. Tutto. Gli stipendi in compenso sono tutti parecchio piu’ bassi.
Ho visto berlusconi che si incontrava con Obama. Si e’ rivolto a lui dicendo “well to meet you my friend” Ora, un Capo di Stato in visita ufficiale che chiama amico mio un altro capo di stato gia’ non mi fa esultare. Ma almeno si fosse consultato con un traduttore prima di aprire bocca.
Praticamente ha detto”buono vederti amico mio” invece di e’ bello vederti. bah!
Berlusconi parla di Golpe, D’Alema (ma e’ ancora al mondo? Lo facevo in pensione da un pezzo) di scosse. Si “vocifera” di aquilani che protestano ma non si vede nulla sui TG . A me quest’aria non piace per nulla.
Manuela

20 anni fa: piazza Tienanmen

Archiviato in: Dal mondo, Liberta', Politica, Informazione — Giugno 3, 2009 @ 10:04 pm

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Nella notte tra il 3 ed il 4 giugno 1989 (esattamente 20 anni fa), le autorita’ cinesi sopprimevano nel sangue, con l’uso dei carri armati, la protesta degli studenti e dei giovani cinesi, in piazza Tienanmen, a Pechino. finiva cosi, con la morte di decine, di centinaia di giovani, una settimana di protesta, per chiedere liberta’ e democrazia.

Apparentemente quei ragazzi sono morti inutilmente, il regime cinese e’ ancora li’ al suo posto, piu’ duro e forte che mai.

Ma in tutto il mondo il loro grido di liberta’ e’ ancora vivo, non e’ stato dimenticato, non sara’ mai dimenticato.

La censura cinese continua a bloccare l’accesso a Internet ed ai siti piu’diffusi nel resto del mondo: FB, Twitter, YouTube ed i piu’ importanti siti di bloggers. Anche questo nostro blog non e’ visibile in Cina (l’ho sperimentato di persona).

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Pubblico qui alcune foto che ho fatto io stesso, l’inverno scorso. Ho voluto visitare la piazza Tienanmen per vedere con i miei occhi il luogo in cui si e’ svolto quell’orribile massacro, dopo quei giorni che per tutti, anche per me, avevano rappresentato un momento di grande speranza.
La piazza e’ completamente transennata, vi si accede solo passando attraverso severi controlli di polizia, metal detector, ispezioni di borse e zaini.
Ma da quella piazza non riusciranno mai a tener fuori la memoria di quei giorni e la speranza che tutto cio’ non sia accaduto invano, che un giorno, non lontano, chiunque possa entrarvi liberamente e liberamente esprimere le proprie opinioni.

Fabio

Rassegna(ta) stampa: l’Italia e’ in pericolo

Archiviato in: Elezioni, Europa, Politica — Maggio 27, 2009 @ 5:44 pm

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L’affare “Noemi” non smonta, anzi. Ancora quotidianamente pressato dalle 10 domande di Repubblica, Berlusconi visibilmente nervoso prosegue sulla strada del silenzio e della malcelata indifferenza.

Pero’ il clamore attorno al suo comportamento, non tanto nei confronti della povera ragazza napoletana, quanto nei confronti dell’Italia intera, comincia ad aumentare anche sui giornali di tutto il mondo.
Ne parla il Financial Times di Londra (”Berlusconi non e’ Mussolini: lui ha squadre di veline, non di camice nere“, “svuota i media di seri contenuti politici e li sostituisce con l’intrattenimento“, “bolla ogni opposizione come comunista e dipinge se stesso come vittima“), l’Independent, ancora inglese (”e’ sintomatico della banalizzazione della politica in Italia il fatto che Berlusconi non venga accusato di corruzione, o di connessioni con la mafia, ma per una presunta relazione con una aspirante velina minorenne“, “vivere in Italia oggi e’ come essere imprigionati in una colata di lava che scivola lentamente verso il basso“), il Pais (spagnolo: “le critiche continuano ad accumularsi, in solo due giorni, perfino la Chiesa, finora sua fedele alleata, ha censurato la politica economica e quella nei confronti dell’immigrazione del Governo e, informa velata e senza citarlo, ha criticato il suo comportamento morale”), la rete ABC americana, l’agenzia Reuters. Forse molti altri ancora, non ancora trovati.
Tutti concludono dicendo: l’Italia e’ in pericolo. E noi sappiamo quanto.

Devo poi dare atto a Franceschini di aver colto nel segno (almeno questa volta): rivolgendosi agli italiani, si chiede: “fareste educare i vostri figli ad uno come Berlusconi?“. E’ una domanda quanto mai azzeccata e credo che faremo tutti bene a darci una risposta. Anche il 6 e 7 giugno, quando avremo in mano la scheda elettorale.

Fabio

Lettera aperta all’onorevole Toia - PD

Archiviato in: Elezioni, Europa, Politica — Maggio 26, 2009 @ 5:08 pm

 

Patrizia Toia

 

Pubblico una mia lettera di risposta all’invito al voto che ho ricevuto dall’on. Patrizia Toia, candidata per il PD nella circoscrizione Nord-Ovest per le europee.
Onestamente, mi aspettavo una risposta dall’onorevole, ma non e’ ancora arrivato nulla. Chissa’, magari pubblicandola qui, risponde …
Mi piacerebbe avere i vostri commenti
Ciao
Fabio
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Gentilissima Onorevole Toia,
mi permetto di rispondere alla sua lettera del 19 maggio, che ho ricevuto “in nome della comune esperienza nella Margherita”.
Io sono tra quelli che si trovano ancora “in una posizione di attesa”, non avendo aderito al PD, anche se ne seguo da vicino le vicende. Non vi ho aderito perche’ ero (e sono tuttora) molto perplesso della scelta poco coraggiosa fatta a suo tempo per fondarlo, preferendo di fatto quella che e’ stata definita “una fusione fredda” tra Margherita e DS, piuttosto che scegliere con decisione una strada di novita’ e di rinnovamento. La “predestinazione” del segretario scelto con le primarie (Veltroni) non lasciava spazio ad alcuna reale innovazione, ma solo ad una spruzzatina di nuovo, a mascherare la solita cooptazione dall’alto dei co-predestinati.
Tant’e’ vero’ che in giro ci sono sempre le solite facce, a parte qualche sparuto giovinotto o signorina, funzionali ovviamente alla necessita’ di mostrarsi nuovi, come (solo a parole) veniva enunciato.
Rimango percio’ in attesa di novita’, di decisioni, di atti di coraggio da parte del nuovo segretario del PD, Franceschini, (ed eventualmente di chi gli succedera’) prima di fare la mia scelta. Prima o poi dovra’ avvenire qualcosa, perche’, ne sono certo, non ci sono grandi alternative ad una formazione democratica e riformista. Mi permetto anche (e mi scuso fin da ora per la mia presunzione) di suggerire uno slogan, che in questo momento e’ quello che mi parrebbe piu’ adatto per attirare gli attendisti come me: non il trito “yes, we can”, ma piuttosto: “yes, we can do more”. Se poi fosse anche sostenuto dai fatti …

Della sua lettera ho apprezzato la franchezza delle ultime righe ed e’ per questo che ho deciso di scriverle.
Quindi le dico, con altrettanta sincerita’, che non votero per lei.
Per due motivi principali. Il primo perche’ non credo (piu’) ai politici di professione: persone che per tutta, o quasi, la loro vita hanno partecipato ad elezioni, sono stati eletti, hanno gestito la cosa pubblica, hanno percepito stipendi considerevoli. Soprattutto in questi ultimi anni in cui al sistema delle preferenze (o delle primarie di collegio) sono state sostituite le nomine “dall’alto” delle segreterie: i professionisti della politica che eleggono se stessi. Basta, vogliamo facce veramente nuove.

Il secondo motivo e’ un corollario al primo: credo che chi ha fatto politica per almeno vent’anni (gli ultimi vent’anni) nel centro sinistra sia responsabile del disastro civico , politico e democratico in cui siamo ora. Siete stati vicini al potere, siete stati al potere, avete permesso che l’Italia cadesse nel baratro che stiamo sperimentando in questi giorni. La colpa non e’ nostra, di noi elettori, la colpa e’ della classe politica (mi riferisco espressamente al centro-sinistra, dagli altri, si sa, non si puo’ pretendere) che e’
stata al potere dagli anni 80 fino all’anno scorso, fino ai giorni nostri.

Mi scuso se generalizzo, mi scuso se includo anche lei in questa classe politica, ma anche lei ne ha fatto parte, come ricordo e come leggo nella sua biografia.

Percio’, cara Patrizia, non avra’ il mio voto. Io cerchero’ una faccia nuova, ammesso che riesca a trovarla. Oppure, questa volta, “passero”, in attesa di tempi migliori. E credo non sara’ un dramma, almeno per noi elettori, se il PD avra’ qualche deputato in meno in Europa. Forse sara’ piu’ semplice decidere in quale gruppo europeo entrare e forse, ai non eletti, rimarra’ piu’ tempo per pensare. Al loro futuro.
Mi scuso ancora per la franchezza, anche se sono certo l’apprezzera’.
Anche nel mio caso, l’amicizia nei suoi confronti rimane immutata.
Con i saluti piu’ cordiali
Fabio

PS: spero che questa lettera arrivi nelle sue mani, spero che la sua segreteria non filtri troppo. Per parte mia, se non mi fara’ sapere nulla in contrario, la pubblichero’ nel mio blog. Sara’ l’ennesimo messaggio in bottiglia e, si sa, questo tipo di messaggi servono a mantenere viva la speranza, ma raramente arrivano a destinazione.

Berlusconi si deve dimettere !!

Archiviato in: Liberta', Governo, Politica — Maggio 19, 2009 @ 7:02 pm

Non ci sono vie di mezzo, non ci sono scuse, non c’e’ piu’ spazio per le mezze verita’ e per le smentite: la sentenza del processo Mills dice inequivocabilmente che Berlusconi ha corrotto Mills per non farsi condannare.

In un paese serio, se Berlusconi fosse una persona seria, se ne sarebbe gia’ andato, altro che Lodo Alfano, altro che “giustizia ad orologeria”.

E se non bastasse questo, basterebbe il silenzio sulle 10 domande di Repubblica, che erano nella testa di tutti gli italiani seri, dopo dichiarazioni e smentite dei vari attori della vicenda Noemi Letizia.

Berlusconi sta tentando in tutti i modi di resistere, di proteggersi, continuando a smentire anche la realta’. Basta, se ne deve andare, si deve dimettere: l’Italia e’ stanca di questo teatro, e’ stanca di essere derisa da tutto il mondo per colpa di Berlusconi.

Se Berlusconi avesse veramente a cuore l’Italia e gli Italiani, se ne sarebbe gia’ andato. Chiediamo tutti insieme, a gran voce, le dimissioni di Berlusconi.

Fabio

Le pittime a Roma ieri

Archiviato in: Generale — Maggio 12, 2009 @ 11:13 pm

Per quanto mi riguarda il rosso quest’anno va di moda. Mi auguro faccia proseliti. tutti i giorni, in tutte le citta’, le province, i comuni, davanti a tutti i simbli decadenti, a fronte di molte ingiustizie.
Il rosso dona molto alla carnagione tipica mediterranea. ce li hanno rotti talmente tanto loro, invertiamo la tendenza. manu


Referendum: lettera di Guzzetta agli elettori del centro-sinistra

Archiviato in: Elezioni, Liberta', Governo, Politica — Maggio 12, 2009 @ 11:11 am

 

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Pubblico una lettera aperta scritta da Giovanni guzzetta, Presidente del comitato per il referendum elettorale, per spiegare le ragioni del SI agli elettori del centro sinistra

Fabio

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Care elettrici e cari elettori del centrosinistra,
sul referendum del 21 giugno ci sono, legittimamente, posizioni diverse. Soprattutto dopo l’annuncio del Presidente Berlusconi che voterà sì. Esse confermano la natura trasversale del movimento referendario. Sono differenze di merito, non legate all’appartenenza di schieramento, ma al merito della questione. Con moltissimi di voi nel 2007 abbiamo raccolto le firme dietro ai banchetti. E’ stato un momento di grande coinvolgimento civile, che ci ha consentito di raggiungere la quota di sottoscrizioni 820.916.
L’Italia ha bisogno di riforme. In particolare di riforme istituzionali che siano la precondizione perché la politica offra soluzioni effettive ai problemi del Paese. Oggi, invece, la politica è ancora troppo occupata nelle migliaia di beghe legate ai microinteressi di partito, se non di corrente, all’interno dei partiti. Oggi la politica è inconcludente e ciò che riesce a fare è frutto della pressione dell’emergenza. E lo fa con gli strumenti dell’emergenza. Il Parlamento è uno spettatore inerme e, sostanzialmente, non esercita più né la funzione legislativa né quella di controllo. L’opposizione, quale che essa sia, non ha strumenti adeguati di vigilanza. I dibattiti sono delle stanche liturgie.
In questi anni il nostro sistema politico è cambiato. Sono nati due grandi partiti che al momento raccolgono più del 70 % dei consensi degli elettori. Le altre minoranze sono garantite tanto quanto nelle altre democrazie avanzate.
Siamo sulla buona strada. Molto c’è ancora da fare. A cominciare dalla democrazia interna ai partiti.
A nostro modo di vedere, i problemi istituzionali sono fondamentalmente due. I governi di coalizione e la totale privazione dei cittadini del potere di scegliere le persone. Sulla scheda elettorale non troviamo nessun nome, ma soltanto simboli di partiti coalizzati tra di loro.
I governi di coalizione sono un male perché assegnano ai partiti, anche minuscoli, che li compongono, il potere di ricattare il resto della maggioranza. Lo abbiamo visto in modo drammatico con il governo Prodi della scorsa legislatura. Lo vediamo oggi nei rapporti conflittuali tra lega e PDL. E, con l’approssimarsi delle elezioni, sarà sempre peggio. Perché ogni partito pur nella stessa coalizione correrà per sé, contro i suoi stessi alleati. Una situazione assurda.
Che il Parlamento sia fatto di nominati è uno scandalo talmente grande che non abbisogna di molte parole. Basta una domanda: se i parlamentari non rispondono ai cittadini, ma alle cinque o sei persone che li hanno nominati, perché mai dovrebbero fare gli interessi dei cittadini?
In questo sistema trionfano i partiti. Ma partiti di fatto irresponsabili, in cui i vizi prevalgono sulle virtù. Che pensano alle rendite di posizione, più che ad offrire una visione per il paese.
C’è una lunga tradizione di governi di coalizione in Italia fin dall’unità d’Italia. Le più importanti personalità dell’Assemblea costituente, nell’immaginare l’organizzazione dello Stato, si rammaricavano di questa circostanza pur riconoscendone, in quel momento, l’ineluttabilità. Parlo di uomini come Mortati, Calamandrei, Einaudi, Moro, Ruini, Ambrosini, Tosato e tanti altri.
Costantino Mortati ad esempio si doleva che in Italia non potesse essere introdotto un sistema di tipo inglese, “perché mancano in Italia i presupposti necessari per un buon funzionamento di un tal regime (manca la dualità di partiti; manca la disciplina di partito) e il popolo non potrebbe fare designazioni nette che orientassero nella scelta del Governo”. E Calamandrei individuava così il problema dell’Italia: ”come si fa a far funzionare una democrazia che non possa contare sul sistema dei due partiti, che, in Italia, in questo momento non esiste e che ancora per qualche tempo non esisterà, ma che deve invece funzionare sfruttando o attenuando gli inconvenienti di quella di pluralità dei partiti la quale non può governare altro che attraverso un governo di coalizione?” Perché, aggiungeva, “E’ il governo di coalizione che non ha coesione, che si frantuma”. E come dargli torto guardando all’instabilità, alla lentezza, ai mercanteggiamenti continui della politica.
Oggi noi siamo a un passo dal realizzare quel sogno che i costituenti dovettero per necessità abbandonare. Il sogno di una democrazia semplice, nella quale, fatta salva la rappresentanza delle minoranze, la competizione si svolga tra due grandi partiti. Un sistema nel quale gli elettori scelgano una persona, un partito e un Premier.
Il referendum è stato promosso con questo obiettivo: adeguare le istituzioni ad una spinta che esiste già nella società. E’ questo ciò che gli italiani nella stragrande maggioranza vogliono, e lo hanno dimostrato in ogni occasione, quando hanno urlato la loro richiesta di unità negli schieramenti. Altro che bipartitismo coatto!
I tanti benpensanti immobilisti della nostra politica oggi paventano il rischio di un esito che incoronerebbe Berlusconi imperatore. Facendo finta di non sapere che l’attuale legge, così com’è, già prevede che il partito di Berlusconi, come qualunque altro, potrebbe già andare da solo.
Non so se Berlusconi abbia bisogno del referendum. Certamente ne ha bisogno quel centrosinistra, che negli ultimi cent’anni ha coltivato la malattia del frazionismo e dello scissionismo più di chiunque altro.
Constatare, dopo la batosta delle ultime elezioni politiche, che la sinistra del PD è riuscita nuovamente a dividersi pure per le europee, la dice lunga sulla gravità del male.
I tanti autorevoli sostenitori del referendum nel centrosinistra e nel centrodestra dimostrano come questo movimento non sia nato per favorire qualcuno, ma per propiziare quel cambiamento di cui l’Italia ha gran bisogno. Ma ve li immaginate Obama o Gordon Brown che andassero di fronte al paese dicendo che la politica che vogliono realizzare è loro impedita da un alleato dell’uno o dell’otto per cento?
Dico a voi, così come ho detto agli italiani di ogni schieramento: non fatevi convincere da chi profetizza imminenti dittature, soltanto per conservare lo status quo. Non fatevi travolgere dalla “sindrome dei perdenti” di chi dice che con il maggioritario il centrosinistra non andrà mai al governo. E allora tanto vale adoperarsi per un sistema elettorale in cui nessuno può vincere, così poi tutto si rinvia al mercato sulla formazione dei governi in Parlamento.
Coltivate anche voi l’ambizione che le vostre idee non rimangano pura testimonianza, ma si trasformino in soluzioni di governo, scelte dai cittadini e liberate dal ricatto dei nanetti-parassiti. Così come avviene nelle grandi democrazie dell’alternanza. L’Italia si merita di più dei profeti di sventura, interessati a sopravvivere gestendo l’esistente.

Giovanni Guzzetta

Lunedi’ 11 - Sit-in a ROMA contro il DDL Sicurezza

Archiviato in: Iniziative, Governo, Parlamento, Immigrazione, Politica, Informazione — Maggio 10, 2009 @ 8:50 pm

Un altro appuntamento a Roma, che segue quello indicato da Manuela qui sotto: una veglia in Piazza Navona, per tutti i cittadini indignati per il ddl “Sicurezza” e per la fiducia che il Governo chiedera’ per la sua approvazione.
Vi allego la lettera che ho ricevuto da Giovanni Bachelet, deputato del PD, con preghiera di diffonderla al massimo.

Ciao e tutti
Fabio

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Cari Amici

scusate se vi disturbo, non lo faccio spesso ma stavolta mi pare di poter fare un’eccezione.

come avrete visto sui giornali, l’ultimo consiglio dei ministri ha autorizzato la richiesta di fiducia da parte del governo sul ddl
sicurezza, attualmente in discussione alla Camera dopo l’approvazione del Senato. Un paio di cose orripilanti (denuncia dei clandestini da parte dei medici e da parte dei presidi) sono state eliminate, molte altre cose bruttissime (come la non egistrabilità all’anagrafe di bimbi le cui abitazioni sono in condizioni igienico-sanitarie insoddisfacenti, solo per fare un esempio) sono rimaste.

Ma tutto nasce dal rendere reato la condizione di immigrato senza documenti. Non è solo una cosa barbara che fa del male a tanti immigrati che da tempo lavorano onestamente (magari come badanti della zia di qualche deputato del PDL), ma non hanno ancora le carte in regola. E’ anche una stupidaggine che getta in braccio della criminalità organizzata chiunque non abbia le carte in regola: che diminuisce molto, anziché accrescere, la sicurezza di tutti.

Su questo l’opposizione stava conducendo fino alla settimana scorsa una battaglia efficace, capace di mettere in crisi qualche coscienza del centro destra almeno sui diritti delle persone e di conquistare l’appoggio anche di larga parte dell’opinione pubblica moderata, come si vede dai due articoli di Avvenire e della Stampa che trovate sul mio sito web.
Stava pian piano ottenendo che la Camera rimettesse in discussione il principio base da cui vengono tutti gli sfracelli, che è appunto (vedi articoli acclusi) il reato di immigrazione clandestina.
Il governo vuol chiedere la fiducia perché sui diritti delle persone, sui quali alla Camera si può pretendere il voto segreto, è stato già affondato prima di Pasqua. Le ronde e il prolungamento fino a 18 mesi della permanenza nei centri di identificazione e espulsione (adesso li chiamano cosí) degli immigrati non regolari, bocciati in quella occasione, sono stati per esempio ri-infilati anch’essi in questo disegno di legge. Sul quale, se il governo chiede la fiducia, il voto è per forza palese.

Il governo è stato autorizzato a chiedere la fiducia ma non l’ha ancora chiesta. Sembra la voglia chiedere martedí. In tal caso in Parlamento abbiamo ormai sparato tutte le cartucce. A questo punto è importante che anche i cittadini facciano sentire la loro voce.

Ho cercato di dirlo a parecchi in questi ultimi giorni. Vedo che almeno il mio amico David Sassoli si è mosso e ha organizzato una

VEGLIA CIVILE D’INDIGNAZIONE CONTRO IL DDL SICUREZZA-IMMIGRAZIONE LUNEDI’ 11 MAGGIO ALLE ORE 21 A PIAZZA NAVONA

A me risulta per ora l’unica iniziativa a Roma in tempo utile: queste sono le ultime 24 ore prima che, con la fiducia alla Camera, questo ddl barbaro dal punto di vista civile e umanitario, ma anche pericoloso dal punto di vista della sicurezza, diventi una legge dello Stato.

Se condividete la mia preoccupazione, vi prego di far girare questo messaggio a chiunque possiate raggiungere a Roma e dintorni. Altrimenti mi scuso molto per avervi disturbato. Ma vi invito comunque a leggere i due articoli allegati prima di ritenermi un allarmista. Un caro saluto a tutti,

Giovanni
http://www.giovannibachelet.it/

 

Lunedi’ 11 Maggio. Roma

Archiviato in: Generale — Maggio 9, 2009 @ 8:49 pm

Riporto un’iniziativa di Grillo per Luedi’ 11 a Roma. Chi puo’ vada! Chi non puo’ andare si vesta di rosso e sparga la voce. OK?

Qui di sotto riporto il post per chi se lo fosse perso.

Manuela

Non ci faremo prendere per il culo da questi parlamentari, ominicchi, quaqquaraquà. Eletti dalle segreterie dei partiti e non dai cittadini. Voi, cari dipendenti, non rappresentate più nessuno. Avete tradito la democrazia e la Costituzione. La proposta di legge Parlamento Pulito la dovete discutere per rispetto a 350.000 italiani che hanno firmato. Non potete ignorarli. Avete un debito e dovete pagarlo. Respingiamo alla frontiera dei poveri disgraziati senza identificarli, senza verificare se hanno diritto all’asilo politico. Nel frattempo ci sono condannati per ogni tipo di reato in Parlamento, veline, letteronze, avvocati dello psiconano. Questo non è un Parlamento, è la Cloaca Massima, la più grande fogna nazionale. Tutto il mondo ci prende per i fondelli.
Michela Brambilla ministro del Turismo, ma era meglio il cavallo di Caligola. Per quali meriti acquisiti sul campo, come è diventata ministro? E Napolitano non fa una piega. Morfeo sa molto bene che il lodo Alfano, che protegge la banda dei quattro e la pone al di sopra della legge, è INCOSTITUZIONALE. Ma lo ha firmato con la velocità di un centometrista. La Corte Costituzionale non lo ha ancora invalidato perchè sputtanerebbe la Presidenza della Repubblica. Aprirebbe un conflitto senza precedenti.
Io non mollo. Mantengo la mia promessa di chiedere conto della sua indifferenza a Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato che deve esaminare la legge Parlamento Pulito, e ai suoi colleghi. Una Commissione omertosa che tradisce la volontà popolare. No ai parlamentari condannati, un massimo di due legislature, elezione nominale del candidato.
Lunedì 11 maggio, dal pomeriggio, sarò di fronte al Parlamento con una tunica rossa. Farò la Pittima e chiederò che venga saldato il debito verso i cittadini. La Pittima era un esattore nella Repubblica di Genova che seguiva il debitore e gridava a gran voce i suoi debiti. Mi daranno il cambio a oltranza altre pittime, ragazzi e ragazze vestiti di rosso. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

OCCHIO PER OCCHIO…

Archiviato in: Generale, Liberta', Immigrazione, Politica — Maggio 8, 2009 @ 8:34 am

Lega Merda

Dopo la proposta leghista, dei posti a sedere per milanesi, credo non si possa più tollerare certi attegiamenti, che vanno combattuti in tutti i modi, nessuno escluso.
In arabo diciamo, “occhio per occhio, e chi ha cominciato è stato l’ingiusto”. Sono anni che certi “animali” esponenti leghisti, e chiedo scusa al regno animale per l’offesa, un giorno si ed un giorno no, offendono, insultano e ne dicono di tutti colori, ai musulmani in particolare, ma a tutti i non padani (inclusa una buona parte degli italiani) in generale, nell’impunita assoluta e senza sdegno nel popolo, altrimenti non esisterebbero più.

Stavolta vado oltre, perché non è una questione di un parlamentare italiano, dove possiamo dire, “Mah, è stato imposto dalle oligarchie e messo in lista, e quindi eletto per scelta dei suoi padroni e non dai suoi elettori”, in questo caso stiamo parlando di un parlamentare europeo, dove le preferenze ci sono e la scelta la fanno i cittadini, e non regge l’alibi che “questa è la fece che produce la dirigenza di un partito e non c’è alternativa”, chi sceglie e vota un defisciente ed ignorante del genere, non può che essere un suo simile.

Direte che sono razzista, ebbene si, lo sono nei confronti di questi “animali” e di chi rapresentano, chi sfruttano le loro posizioni previleggiate per mandare messaggi di odio, e poi si nascondono dietro “era una battuta”, una “battuta” tua sorella.

Io non mi adeguerò mai al peggio, e dico che la battaglia deve essere combattuta, non solo dagli stranieri, ma sopratutto dagli italiani, ovviamente non tutti, gli esseri inferiori della lega che condividono certe posizioni sono esclusi, per rispetto della libertà, per rispetto della democrazia e sopratutto per rispetto della costituzione.

Youssef

I rischi del Referendum

Archiviato in: Elezioni, Liberta', Governo, Politica — Maggio 1, 2009 @ 4:02 pm

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La data del referendum elettorale e’ stata fissata per il 21 giugno: e’ mancato il coraggio di fissarlo al 6-7 giugno, assieme alle Europee (troppo esplicito il ricatto della Lega di far cadere il governo), e’ mancato anche il coraggio, giustamente, di fissarlo il 14 (gli italiani non avrebbero capito lo spreco). E cosi’, come quasi sempre accade (anche nelle migliori famiglie, ahime’), si sceglie la splendida via di mezzo, ennesimo esempio di cerchiobottismo (un colpo alla botte, un colpo al cerchio).

Ora, a tutti quegli italiani che non saranno chiamati a votare per i ballottaggi, si porra’ il problema se partecipare o meno al referendum e poi, a tutti, se votare SI o NO ai tre quesiti.

La legge elettorale che uscira’ dal referendum, se passeranno i SI, non sara’ una buona legge.
Si correranno dei rischi: la dittatura della maggioranza, il potere assoluto del nano, un’Italia definitivamente consegnata nelle mani di un partito-azienda al comando di una sola persona, dove la parola “liberta’” e’ solo un abbellimento estetico con finalita’ pubblicitarie.

E’ evidente che potrebbe essere conveniente, per Berlusconi, all’indomani della vittoria dei SI, andare immediatamente ad elezioni anticipate, vincendo in splendida solitudine e scrollandosi di dosso anche i ricatti della Lega.
Do’ per scontato che non ci saranno colpi di mano, in caso di vittoria dei SI, da parte di Berlusconi, tipo colpo di stato strisciante, abolizione della democrazia o modifica dei principi fondamentali della costituzione, cosa per altro da dimostrare (se succedesse questo sarebbe tutto un altro paio d maniche), pero’ siamo sicuri che questa situazione possibile con la vittoria del SI sarebbe peggiore di cio’ che sta avvenendo adesso?

Certo, potrebbe accadere che un partito con il 25% dei voti ottiene la maggioranza assoluta, ma oggi, di fatto, per come stanno le cose, un partito con l’8% dei voti (la Lega) sta determinando le scelte di questo governo. Nel nuovo sistema, invece, chi vincera’ si prendera’ in toto la responsabilita’ dell’azione di governo e se, come in questi giorni, sara’ tutt’altro che entusiasmante ed efficace, non potra’ incolpare altri dell’impossibilita’ di governare e di decidere, si presentera’ ai cittadini con i risultati che sara’ riuscito a portare a casa.
E i cittadini sceglieranno se continuare o se cambiare manovratore.

In questi giorni, si sta facendo strada nel PD la tentazione di tenere le cose come stanno: meglio il solito consociativismo piuttosto che il PdL da solo al governo. Mi sembra un atteggiamento da irresponsabili, la solita paura di vincere, di prendersi le responsabilita’ di guidare ora l’opposizione, domani, spero, il governo.
Il PD deve rendersi conto che, rappresentando oggi il maggior partito di opposizione, dovrebbe diventare, nel tempo, l’alternativa all’attuale governo, aprendosi e aggregando in se’ tutte le componenti oggi (come ieri) disperse in una pletora di gruppuscoli inconcludenti, anche se portatori, ciascuno, di un pezzetto di verita’.
Credo che sia proprio del PD la responsabilita’ di cominciare una nuova politica, nella scelta dei candidati (attraverso primarie aperte anche a persone non strettamente appartenenti al partito), nella linea politica (che cerchi di ascoltare anche le esigenze di altre formazioni di sinistra), nei gesti concreti della politica locale e nazionale (favorendo la democrazia in primo luogo al suo interno).

Da questo referendum deve partire la rinascita della politica in Italia.

Abbiamo bisogno di crescere e quindi di pensare a come sara’ l’Italia domani, dobbiamo riuscire a vedere un futuro senza Berlusconi e quindi a ragionare semplicemente in termini di funzionamento dello Stato e di bene per tutti i cittadini. Il 21 giugno deve essere l’inizio di questo cammino.

Se vogliamo che il berlusconismo finisca, cominciamo a pensare con che cosa vogliamo sostituirlo: e’ il primo passo per mettere la parola fine a questi anni di liberta’ vigilata.
Fabio

Calamita’

Archiviato in: Generale — Aprile 27, 2009 @ 8:21 pm

Allora, mi spiego meglio.
Io ho assistito a trasmissioni su trasmissioni, giornali, telegiornali, che spiegavano in dettaglio calamita’ disastri e pericoli che non ci toccavano minimamente. Dall’attacco batteriologico allo tsunami e qualunque cosa nel mezzo.
Cosa fare pre-durante-post. Misure preventive, spiegazioni dettagliate sulla natura dei fenomeni e possibilita’ di difesa.
Piani. Pre allarme in caso che. Educazione della gente ad una possibilita’ seppur remota.
Io non sono un’esperta, mi espongo dunque alle critiche, ma le critiche aiutano a ragionare. Ed il mio ragionamento e’: perche’ si fa solo per cose che non sono una costante sul nostro territorio? E proprio per cio’ che e’ ricorrente e drammatico la gente e’ lasciata in balia di se stessa e gli aiuti arrivano, se arrivano, sempre e solo dopo. Mai prima.
Mi sembra la stragrande maggioranza delle famiglie non sappiano a chi rivolgersi per fare stimare la stabilita’ del proprio immobile. Nessuno, in particolare gli anziani, ha un piano in caso di pericolo, o nemmeno sa quali siano i muri portanti in caso di terremoto. Si sta con il detto del “mettiti sotto ad un tavolo”. Se cadono solo calcinacci va anche bene, ma se crolla un muro me lo saluti il tavolo. Eppure a domanda specifica questo mi sono sentita rispondere dalle persone. Questo e’ piu’ o meno tutto cio’ che sanno.
Non si hanno generi di prima necessita’, sempre disponibili e rinnovati, non si nemmeno quali siano in molti casi.
Nessuna famiglia mi sembra abbia piani e nozioni di cosa fare in caso di incendio, o alluvione.
In caso di pericolo la maggior parte delle persone non reagisce, questo perche’ la mente sta facendo una scansione quasi isterica di modalita’ di reazione appropriate nella memoria, cercando il “file” giusto. E non lo trova, quindi e’ panico immobile.
In caso di pericolo il corpo deve reagire prima che la mente riesca a pensare di reagire.
Bisogna avere un paino e provarlo molte volte per riuscire. Soprattutto bambini e anziani.
Non ci sono allarmi sonori, e luminosi per i non udenti, che si accendano automaticamente in caso di calamita’ per sevgliare le persone e non farle cogliere nel sonno.
Cosa che esiste in molti altri paesi, ad esempio per i tornado. Passano da normali radio transistor e radiosveglie presenti in tutte le case.
Chiedo solo, come mai non si educano le persone a salvarsi da cose che da noi hanno un’alta incidenza di mortalita’, ma tutto sappiamo e spendiamo miliardi in trasmissioni TV (che peraltro fanno sempre ascolto) per pericoli che imminenti non sono e forse neppure probabili.
Ecco tutto qui quello che vorrei sapere. Semplice no?
manuela

 
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